La montagna dello scandalo sulle transazioni pro-Iran passate attraverso la Standard Chartered in violazione delle sanzioni economiche americane sembra aver partorito un topolino. Non che i 340 milioni di dollari di multa che la banca britannica ha accettato di pagare siano pochi, soprattutto in tempi di vacche magre per gli istituti di credito. Però l’accordo raggiunto tra la quinta banca britannica e Benjamin M. Lawsky, l’arcigno New York Superintendent of Financial Services, è stato raggiunto otto giorni dopo che Lawsky aveva accusato la banca di intrighi illegalmente perpetrati per più di un decennio allo scopo di nascondere più di 60 mila transazioni finanziarie per un totale di 250 miliardi dollari a favore di clienti iraniani.
Le azioni della Standard Chartered erano scese del 26% il giorno dopo che le accuse erano state rese note, recuperando poi gran parte delle perdite iniziali, fino al - 7% rispetto al prezzo del 6 agosto scorso.
Come parte della transazione, Standard Chartered ha accettato di installare un monitor scelto dall'ufficio di Lawsky allo scopo di controllare le transazioni internazionali dell’istituto e di nominare dei revisori per la filiale di New York per sorvegliare il rispetto delle leggi antiriciclaggio americane. La banca ha riconosciuto che l'accordo riguarda 250 miliardi dollari di transazioni che la società ha gestito per conto di clienti iraniani.
Le azioni della Standard Chartered erano scese del 26% il giorno dopo che le accuse erano state rese note, recuperando poi gran parte delle perdite iniziali, fino al - 7% rispetto al prezzo del 6 agosto scorso.
Come parte della transazione, Standard Chartered ha accettato di installare un monitor scelto dall'ufficio di Lawsky allo scopo di controllare le transazioni internazionali dell’istituto e di nominare dei revisori per la filiale di New York per sorvegliare il rispetto delle leggi antiriciclaggio americane. La banca ha riconosciuto che l'accordo riguarda 250 miliardi dollari di transazioni che la società ha gestito per conto di clienti iraniani.
Quattro altre autorità di controllo che stanno conducendo indagini sulla banca non sono state coinvolte nella transazione. Dal 2011 infatti il Dipartimento del Tesoro statunitense, la Federal Reserve, il Dipartimento di Giustizia americano e l'ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan stanno negoziando con Standard Chartered un accordo sulle transazioni iraniane.
Lawsky aveva minacciato di revocare alla Standard Chartered la licenza bancaria per lo Stato di New York, il che avrebbe comportato un gravissimo danno di immagine, e non solo, al gruppo britannico. In un insolito contrattacco pubblico, alcune figure politiche del Regno Unito avevano accusato il Supervisor di cercare di minare il ruolo di Londra come centro finanziario, e il governatore della Banca d'Inghilterra Mervyn King aveva stigmatizzato i rischi di un giudizio affrettato.
La banca si era difesa dicendo che tutt’al più le transazioni mascherate erano pari a 14 milioni di dollari nel corso del decennio in esame e all'inizio di quest'anno aveva offerto appena 5 milioni di dollari per transare le accuse con Lawsky, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Non è chiaro se la banca abbia fatto una simile offerta agli altri regolatori.
Lawsky aveva minacciato di revocare alla Standard Chartered la licenza bancaria per lo Stato di New York, il che avrebbe comportato un gravissimo danno di immagine, e non solo, al gruppo britannico. In un insolito contrattacco pubblico, alcune figure politiche del Regno Unito avevano accusato il Supervisor di cercare di minare il ruolo di Londra come centro finanziario, e il governatore della Banca d'Inghilterra Mervyn King aveva stigmatizzato i rischi di un giudizio affrettato.
La banca si era difesa dicendo che tutt’al più le transazioni mascherate erano pari a 14 milioni di dollari nel corso del decennio in esame e all'inizio di quest'anno aveva offerto appena 5 milioni di dollari per transare le accuse con Lawsky, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Non è chiaro se la banca abbia fatto una simile offerta agli altri regolatori.
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