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Le economie europee hanno registrato un calo nei dati del PIL, secondo i dati pubblicati ieri, con il Portogallo che registra il dato peggiore, con una contrazione anno su anno del -3.30%. Germania, Austria e Francia sono state in grado di evitare contrazioni, tuttavia la crescita generale nell’Eurozona vacilla, in seguito ad una contrazione del -0.20%. Nel frattempo, la proposta di un’unione bancaria all’interno dell’Eurozona con poteri che vadano oltre quelli di supervisione della BCE guadagna sempre più terreno, con un’implementazione prevista sin dal 2013. In tanto, gli indici europei hanno chiuso la seduta di ieri al rialzo, guidati dal DAX tedesco che ha registrato una crescita del +0.94%, seguito dal MIB italiano a +0.85%. L’IBEX spagnolo si è mantenuto forte, chiudendo a +0.78%, con i rendimenti a lungo termine che hanno continuato a diminuire. L’EURUSD è scambiata marginalmente al rialzo, sa 1.2323 dopo aver ritracciato i guadagni di ieri.
Gli indici asiatici hanno ceduto terreno in seguito alle pubblicazioni di guadagni negativi, con le preoccupazioni riguardanti gli indici azionari cinesi che hanno spinto gli investitori al dettaglio a ritirare gli investimenti dalla borsa a ritmi da record. Le autorità cinesi sono preoccupate anche in relazione al fatto che i tagli dei coefficienti di riserva potrebbero alimentare l’inflazione, ostacolando così gli sforzi volti a contenere ulteriormente i prezzi delle case e a stimolare la crescita. Nella seduta di ieri la coppia USDJPY ha registrato forti guadagni, grazie ai dati positivi in arrivo dagli Stati Uniti e alle dichiarazioni da parte della Bank of Japan che hanno spinto la coppia a 78.800. La BoJ intende mantenere il proprio target inflazionistico dell’1% e finché questo obiettivo non viene raggiunto può mettere in atto ulteriori manovre di alleggerimento. Al momento gli indici asiatici sono guidati al ribasso dall’Hang Seng che perde il -1.03%, seguito dall’ASX australiano che cede il -0.48%. Il Nikkei sta sovraperformando rispetto agli altri indici e cede solo il -0.17%.
Gli investitori, sebbene con cautela, guardano all’economia degli Stati Uniti con maggiore ottimismo, in seguito ai dati relativi alle vendite al dettaglio pubblicati nella giornata di ieri e in vista della pubblicazione odierna dei dati manifatturieri. Sebbene la crescita venga vista come qualcosa “che va a rilento”, questa ha ad ogni modo rassicurato i trader con una prospettiva di espansione. Gli indici azionari hanno chiuso contrastati, con il Dow Jones che ha guadagnato marginalmente, chiudendo a +0.02%, mentre lo S&P 500 ha perso il -0.01% e il Nasdaq ha registrato un calo del -0.18%. Il dollaro è scambiato vicino ai massimi di un mese, con il DXY che tocca quota 82.540. Sebbene il prezzo dell’oro abbia ceduto terreno, con le aspettative legate ad ulteriori manovre di alleggerimento che diminuiscono, alcuni recenti dati indicano che due fund manager di rilievo John Paulson e George Soros avrebbero incrementato le loro considerevoli posizioni nell’oro. In particolare, l’oro ha guadagnato il +0.12% nella seduta overnight, raggiungendo quota $1604.30. L’oro in generale ha ceduto quasi 4 punti percentuali nel secondo trimestre, aumentando il suo fascino nei confronti dei manager.

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