Il forex è un mercato OTC, over the counter, ovvero senza una sede fisica dove si verificano le transazioni come potrebbe essere il palazzo Mezzanotte di Milano per la Borsa Italiana. Sono le banche d’affari a operare da market maker e sicuramente sono le prime a ottenere un beneficio da questo mercato. Degli oltre 3.000 miliardi di dollari circa il 40% è costituito da scambi spot, regolati immediatamente, il 55% da swaps, la rimanente parte sono forward. Il dollaro americano, valuta usata dalla prima economia al mondo, gli States appunto, detiene oltre l’80% degli scambi, a ruota, non si sa ancora per quanto il malconcio euro con il 40%, seguono yen e sterline con quote vicine al 15%. Il fatto che l’euro e il dollaro siano le valute più trattate dovrebbe cominciare a farci capire come l’eur/usd sia la coppia più tradata e quindi anche la più “conveniente” nel senso che è quella che spesso offre offerte di acquisto e vendite più vicine al prezzo con conseguente riduzione del bid-ask spread e quindi costi minori per chi scambia queste valute, i traders appunto.
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