Eurozona, il PIL in calo


La zona euro si trova sull’orlo di una nuova recessione, anche se l’economia tedesca continua ad espandersi, secondo i dati ufficiali che sono stati resi noti ieri. La crescita dei 17 paesi della zona euro, in media, è diminuita dello 0,2 per cento nel secondo trimestre del 2012, dopo aver registrato una crescita zero nel corso del primo trimestre. Un altro trimestre di crescita negativa metterà la zona euro di nuovo in recessione tecnica. Secondo le ultime informazioni, il PIL continua a sprofondare in Italia, in calo dello 0,8 per cento nel secondo trimestre, mentre l’economia spagnola si è contratta dello 0,4 per cento. La performance peggiore è stata quella dell’economia portoghese, la cui produzione è crollata dell’1,2 per cento nell’arco dei tre mesi da aprile a giugno. La Grecia ha invece avuto un PIL in calo del 6,2 per cento rispetto al secondo trimestre del 2011.
Gli analisti della City di Londra si aspettano un altro calo del Pil dell’Eurozona anche nel terzo trimestre, nonostante l’impegno da parte della Banca centrale europea ad acquistare obbligazioni degli Stati membri.
Il quadro complessivo è stato incentivato da una performance leggermente più forte di quanto previsto che arriva dalla più grande economia della zona euro, la Germania, cresciuta dello 0,3 per cento nel secondo trimestre.
Ci sono invece altre nazioni del nord della zona euro che sono andate decisamente meno bene. L’economia francese è rimasta invariato nel corso del trimestre, il terzo in cui non c’è stata alcuna crescita, mentre l’economia finlandese è stata in calo dell’1 per cento, un dato che va decisamente contro le previsioni.
Il presidente della BCE, Mario Draghi, ha annunciato all’inizio di questo mese che la banca centrale sta lavorando su un piano di acquisto del debito nei mercati secondari, nel tentativo di abbattere i costi di indebitamento che oramai sono diventati insostenibili sia in Spagna che in Italia.

Commenti